mercoledì 1 luglio 2009

Scomoda verità



Giorgia mi ha rubato una foto e la sta usando come avatar per il suo profilo senza il mio permesso.

Insegnare

Parlo solo della mia esperienza personale, ovviamente. Ma la cosa più difficile qui in Italia, per chi decide di fare un lavoro come il mio, è trovare persone disposte a insegnare. E soprattutto disposte ad accettare il fatto che, non esistendo una vera e propria scuola che si occupi di un insegnamento sistematico in campo moderno, imparare sia un percorso.
E' un settore strano quello della musica, in cui quando sei al cospetto di chi sa ti senti quasi in imbarazzo a chiedere, quasi che chiedere significasse voler rubare chissà quale segreto. Per non parlare del "mi fai vedere come lavori?", impensabile (io invece aspetto solo il momento che qualcuno me lo chieda).
In questo senso io ho avuto una fortuna immensa. Una fortuna da pochi. Ho avuto per 11 anni come punto di riferimento Walter, un insegnante non da poco. Di quelli che quando fai una domanda trovi una risposta che va oltre e più a fondo di quanto avresti mai potuto immaginare, trovando informazioni (anche pratiche) che difficilmente si trovano nei libri. Certo, in parte questa fortuna è dipesa da me, perché sono stata io a 14 anni a insistere per andare a lezione al Laboratorio e non in qualsiasi altra parte del mondo.
Poi, e questa forse è stata davvero fortuna (o meglio una coincidenza), ho incontrato Luca Pilla. Anche lui in un terreno forse ancora più minato e disastrato del pianoforte moderno. E' un esempio, di quelli che ti fanno pensare "quando sarò grande farò lo stesso con qualcun altro, per farlo crescere".

lunedì 15 giugno 2009

La spesa di mio padre

Dunque, dovete sapere che in questi giorni siamo solo io e mio padre a casa. Mia zia, la mamma e la nonna sono andate una settimana al mare. Durante il loro primo giorno di vacanza poi, visto che i santi ci assistono, la nonna è caduta dalle scale rompendosi un ginocchio (e l'altro quasi), due costole, sterno e naso: questo ha ovviamente provocato in me un mal di stomaco come ai bei vecchi tempi, costringendo stamattina mio padre a occuparsi della spesa.
E, di conseguenza, costringendo me a rioccuparmene oggi pomeriggio.
Si, perché mio padre fa la spesa secondo criteri che farebbero venire i piedi palmati a una qualsiasi "massaia" (adesso, che le femministe non si infervorino per questo termine, essendo donna anche io non è che punto a sminuire il ruolo della blabla e blablabla e anche l'uomo blabla).
Prima di tutto lui fa la spesa solo al Lidl, perché si risparmia: come poi riesca a spendere 78,64 euro, cioè quanto mia madre spende in una settimana alla Coop, è un fenomeno che nemmeno Rita Levi Montalcini riuscirebbe a permeare. 
Passando alla scelta degli alimenti, poi, lui si occupa solo del superfluo. È stato capace di comprare qualcosa come 5 cartoni da 2 litri di the al mango (...), surrogati vari del Gatorade, succhi di frutta il cui gusto non è chiaro nemmeno ai produttori, patatine fritte, noccioline, cipolle e fagiolini. Praticamente, secondo i suoi calcoli, dovremmo vivere come Cast Away riuscendo comunque a metter su pancia grazie ai grassi e agli zuccheri contenuti nelle suddette schifezze. In più, grazie alla cipolla, anche la nostra vita sociale sarebbe ridotta alla Cast Away.
Ma non finisce qui. No, perché dovete osservare con scrupolosa cura la lista degli alimenti che in realtà mancavano, e alla cui assenza ho poi rimediato io pochi minuti fa:
pane
riso
latte
biscotti
un qualsiasi alimento proteico.

È che lui si fa fregare dai cesti del fai da te e dalle favolose offerte tipo "trapano in cristallo decorato-solo-79euroe99dalidòl", viene risucchiato in un vortice di inutilità che lo allontanano dall'obiettivo principale della spesa: la sopravvivenza.





sabato 13 giugno 2009

venerdì 12 giugno 2009

Giugno




La copertina del numero di Giugno è credo la mia preferita di sempre (e aspettate di vedere quella di Luglio/Agosto). Non solo. C'è qualcosa di cui vado veramente fiera: lo speciale sul pianoforte acustico virtuale.
È il secondo speciale che scrivo (e devo dire che ancora non me ne capacito), ma stavolta ha un sapore particolare. Si parla del "mio" strumento, e devo davvero ringraziare Luca per avermelo lasciato scrivere. Fate attenzione ché non si parla dello strumento acustico "fisico", ma del suo emulo virtuale, dei diversi tipi di generazione sonora e di gestione e modellazione del suono.
Giugno è il mio ottavo numero, ottobre è stato il primo, e a dirla tutta..ancora non ci credo.
La mia vita è cambiata talmente tanto nell'ultimo anno che oggi, per la prima volta, ho provato a scrivere una cosa nell'agenda per giovedì prossimo e non ho trovato spazio.

l'immaginazione

Credo che l'immaginazione sia una cosa meravigliosa, forse una di quelle capaci di salvare le persone. Io non ne ho mai avuta molta, almeno non di quella capace di inventare storie e favole. Sarà che appena ho imparato a leggere (molto prima di andare a scuola) ho iniziato a programmare il Vic20, sarà la deformazione professionale di saper immaginare suoni ma anche di sentire subito l'esigenza di trasformarli in onde "fisicamente reali" toccando tasti e manopole, ma credo che la realtà sia molto più bella di qualsiasi altra cosa l'immaginazione possa costruire.
Che non significa non saper sognare, o immaginare di potersi costruire un micro(macro)cosmo diverso e migliore di quello in cui ci si trova in un determinato momento. Semplicemente l'immaginazione come fuga salvifica dalla realtà, ecco, quella non la capisco. Tranne rare eccezioni.
Non fraintendetemi. Ho 26 anni e non mi perdo un film disney, vado dicendo ai bambini che so fare una magia che cambia il suono del pianoforte (digitale..............), ma la realtà sta un gradino sopra. Quella che ti fa venire la pelle d'oca quando qualcuno ti tocca, che ti fa essere felice quando senti l'aria che arriva sulla faccia, quando vinci un orrendo peluche in una di quelle macchinette che sembrano distributori di musica orribile più che di sorprese, quando lavori 100 ore al giorno ma realizzi che riesci a vivere (o anche solo a sopravvivere) con quello che hai sempre voluto fare. La realtà può essere terribile e spietata e negarlo vorrebbe dire negare l'esistenza del dolore, negare lo sconforto e l'impotenza, sarebbe un'assurdità. Però l'immaginazione fine a se stessa, l'immaginazione che non ti fa fare un passo avanti, non è mai migliore.

Almeno non senza chiedersi quanto di quello che non va dipenda da noi.

mercoledì 10 giugno 2009

l'immagine

difficile dire in base a cosa si costruiscano l'idea e l'immagine che le persone hanno degli altri. Immagino che ci sia una qualche teoria psicologica (o magari un centinaio) che spieghi per filo e per segno come succede, in base a cosa e con quali meccanismi, ma allo stato attuale delle cose lo ignoro. Lo ignoro per gli altri così come per me, e non ho mai creduto tanto a chi dice di "saper riconoscere al volo" le persone e i comportamenti. 
So anche che c'è solo una persona che mi conosce davvero. Davvero fino in fondo, senza fermarmi a uno o pochi aspetti di me. Per gli altri so che esiste "un'immagine di me", vicina al vero o magari totalmente sbagliata, costruita su un solo o pochi aspetti di me. Non perché abbiano una qualche colpa, ma per mille motivi che vanno dall'autodifesa alla non conoscenza e anche, soprattutto, al fatto che non sempre succede di riuscire a conoscersi senza volerlo. Senza una sistematica ricerca di informazioni. Quando non succede, la persona che hai davanti si costruisce un'immagine di te basandosi su quanto di te ha imparato. Quando invece succede, quando il conoscersi profondamente (e quindi non il sapere "il gusto di gelato preferito", ma piuttosto il sentire allo stesso modo le cose importanti) è un dato di fatto e non una conquista, il concetto di "immagine" viene a cadere. Perché non si guarda più, si sente soltanto.
Tutto questo mi fa sorridere, a pensarci. Tutto il discorso intendo. Ho sempre pensato di essere una persona molto trasparente, anche se complicata. Sono complicata nei pensieri, non negli atteggiamenti.
Solo che forse solo chi ti conosce davvero riesce a dare a quello che dici e fai lo stesso senso che gli dai tu. Gli altri guardano e interpretano, ma sempre e solo con i loro occhi.


sabato 30 maggio 2009

There's always cracks...

Crack of sunlight
Crack in the mirror on your lips
It's the moment of a sunset Friday
When our conversations twist
It's the fifth day of ice on a new tattoo
But the ice should be on our heads
We only spun the web to catch ourselves
So we weren't left for dead

And I was never looking for approval from anyone but you
And though this journey is over I'll go back if you ask me to

I'm not dead just floating
Right between the ink of your tattoo
In the belly of the beast we turned into
I'm not scared just changing
Right beyond the cigarette and the devilish smile
You're my crack of sunlight

You can do the math a thousand ways but you can't erase the facts
That others come and others go but you always come back
I'm a winter flower underground always thirsty for summer rain
And just like the change of seasons
I know you'll be back again

I'm not dead just floating
Underneath the ink of my tattoo
I've tried to hide my scars from you
I'm not scared just changing
Right beyond the cigarette and the devilish smile
You're my crack of sunlight

I'm not dead just yet
I'm not dead I'm just floating
Doesn't matter where I'm going
I'll find you
I'm not scared at all
Underneath the cuts and bruises
Finally gained what no one loses
I'll find you
I will find you

I'm not dead just floating
I'm not scared just changing
You're my crack of sunlight

venerdì 29 maggio 2009

Abbiate fede

Sono sicura che alcuni di voi (vedo la fila da qui proprio) si stiano chiedendo se per caso io non sia finita inghiottita dal Mac Pro.
Ebbene è proprio così, ma tornerò. Lavori permettendo! :D

mercoledì 6 maggio 2009

2.0

Come al solito non sono morta e nemmeno sparita. Ci ho messo qualcosa come 6 giorni a moderare il commento di Tina Tandem al post precedente perché fortunatamente si è lavorato un bel po' da queste parti.
C'è una grande (non solo metaforicamente) novità da raccontarvi: QUESTO signorino è il mio nuovo coinquilino, alloggiato al posto di quello che probabilmente sarà ricordato come l'ultimo PC che ho avuto.
Il signorino pesa quanto un pianoforte e oggi, nel ravanare il fondo dello scatolone in cerca di una prolunga, stavo per cappottarmi e finire a testa in giù dentro il suo imballo, tanto è alto. È incredibile...non fai in tempo a premere il tasto di on che lui fa "click" ed è operativo. E non solo, perché il signorino ha ricevuto come regalo di benvenuto, tanto per farsi compagnia, una 003 Rack+ Digidesign con Pro Tools 8 LE e un sacco di altri aggeggini. Via il vecchio mixer, via il PC, sono rimasti i monitor, che avranno la stessa sorte appena possibile.
Come vedete questa è una malattia pressoché inguaribile: ho trovato il lavoro che mi piace, lavoro, e i soldi che guadagno li investo al 50% in tasse (a buon rendere................) e al 45% in cose che utilizzerò per lavoro e per rifarmi le orecchie. Praticamente il paradiso, per un musicista.
Probabilmente l'inferno per voi.


video

lunedì 20 aprile 2009

c'è posta per te

Due cose da comunicare: Giorgia vuole renderci partecipi del fatto sente l'esigenza di dover diventare postino.
Ma solo per andare in bicicletta sotto la pioggia.

Seconda cosa, ho scelto la canzone da mettere come sveglia nel cellulare (l'alternativa è metterla all'avvio di windows).




ovviamente come dedica a me stessa :D
simplidebeeeeest TUNTUNTUNTUUUN, sai uno come si sveglia bene.

vado a lavorare.

lunedì 13 aprile 2009

Kinder sorpresa

video

Eccola la...la pazzia fatta cane.
*nessun cane è stato maltrattato per la realizzazione di questo video* :D


ps: quella che si strozza dal ridere in sottofondo è mia madre

mercoledì 8 aprile 2009

Sms solidale.. blog gemelli in azione

Insieme agli amici gemellati di Casa Faalto stiamo cercando di spremere i cervellini per sfruttare i nostri blog e tirare fuori qualcosa di buono per aiutare chi è stato colpito dal terremoto. Nel frattempo, come vedete qui sulla destra, mettiamo un micro-banner per ricordarvi che non serve davvero niente per fare qualcosa di più che dire frasi di circostanza: sms (da Tim, Vodafone, Wind e 3) al 48580 per donare un euro, oppure due euro chiamando da numero fisso (Telecom e Fastweb).

Chiunque avesse bisogno di un codice di embedding già bell'e pronto per mettere nel proprio blog il banner mi (ci) faccia un fischio.




Invece da QUI è possibile fare donazioni on line alla Croce Rossa Italiana (tra le causali del versamento trovate Sisma Abruzzo) anche via PayPal!


ps: riporto anche qui il link all'articolo de Il sole 24 ore con varie indicazioni per altre modalità di donazione on line e non.


Blog che hanno aderito (per ora):
L.M.W.S.
Walter Savelli
Giorgia
Casa Faalto
All around the world
Green Engineering

lunedì 6 aprile 2009

Una cosa per volta

Visto che raccontare in una sola volta tutto quello che ho visto nei soli due giorni che ho passato a Francoforte per il Musikmesse non è possibile... parto da qui*




Il concerto di Amy McDonald.
L'abbiamo visto a metà, anzi forse meno, ma almeno per me è stato uno dei live migliori di quei giorni. Il concerto era a invito, organizzato da Sehnneiser.. e bisogna ringraziare Luca che mi ha impedito di ribaltarmi mentre facevo le foto appollaiata su uno sgabello.
Per esprimergli la mia gratitudine ho bevuto quasi due sorsi di birra, credo il mio record personale degli ultimi 10 anni. :D
Altro live degno di nota, anche se era una dimostrazione, è stato quello allo stand di TC Electronic, e lo trovate QUI .. guardate con cosa è controllata la batteria e nonostante questo come suona!
Vi lascio anche un'altra foto



che, tanto per darvi un'idea, era lo "stand" Yamaha. Un intero padiglione, e lì ho provato diversi pianoforti digitali, con Riccardo Gerbi a farmi da guida! A proposito di pianoforti.... completamente assenti quelli acustici! Forse a ragione, c'è da dirlo, visto che erano stati piazzati insieme alle batterie acustiche...sai com'è..! Solo 3 temerari stand di produttori cinesi hanno sfidato la sorte esponendo tra un tun-tun-cià e l'altro.
Qui, invece, l'area Kawai



Zen no??
Meravigliosa, vorrei camera mia così. Tra l'altro ho scoperto, sempre grazie a Riccardo, di preferire nettamente la meccanica Kawai (non quella nella foto però) su Roland e Yamaha! Ah già...perchè non ve l'ho detto...tutto, ma proprio TUTTO poteva essere provato di persona. strumenti, ampli, effetti, controller, synth...e a volte addirittura il software!




* troverete le foto in versione definitiva sul mio profilo deviantart.. nei prossimi giorni.

venerdì 3 aprile 2009

voli internazionali



Bene.
Iniziamo col dire che questo post sarà pubblicato dopo la scrittura, visto che il gentilissimo gestore mi annuncia che devo sganciare 8 belli euri per una connessione da 60 min (sempre meno dell'hotel, che ne chiedeva 27.. o 22 per solo webmail). Come avrete capito sono in aeroporto a Francoforte, sono le 6.08 e sono in una sorta di bar zen che si chiama qualcosa tipo Zeinsche Zetefinsche (:D) e che ti vende cappuccini (small) alla modica cifra di 3.30 euro. Quanto un pranzo di nozze da Mc.
Qui ho fatto la scoperta più interessante sugli usi e costumi tedeschi, e cioè che la giornalista di punta del tg nazionale è Karen Walker. Si, lei.




Altra cosa interessante è che, mentre questo aeroporto ha in totale le dimensioni di tutto il comune in cui vivo e un numero di Gate paragonabile allo stipendio di Luca Cordero di Montezemolo, il volo per Firenze è in un gate talmente sfigato che ci si accede tramite una porta che ha l'insegna dell'uscita di emergenza appesa sopra. Questo non mi tranquillizza molto, devo dire. Mi chiedevo appunto se non fosse possibile si, prendere l'aereo, ma poi farlo viaggiare in autostrada fino a casa. Mi sentirei un tantino più sicura, ecco.




Il reportage ve lo farò a scaglioni nei prossimi tempi, vi basti sapere che sono partita con una valigia e sono tornata con 2, di cui una piena di materiale per le news. Il paese dei balocchi tipo.



ps: il cappuccino da 3 euro e 30 aveva un che di familiare.
Mi ricordava vagamente l'amuchina gel.



Ora sono le 6.45 e sono seduta al gate, come ben immaginate la problematica wi fi è rimasta inalterata, ma in compenso ho scoperto che qui c'è caffè gratis per tutti. Solo che solo pochi temerari si avvicinano a prenderlo e, siccome già il cappuccino sapeva di copertone bruciato, sorvolerei.
Mi è venuto in mente ora che stamattina ero talmente rincoglionita che la conversazione è stata:
"is it the check in open for this flight yet?" (mostro biglietto elettronico)
"yes, ten past eight to Florence?"
"no, ten past ten"
"........"
che anche se fosse mai esistito un volo delle 10.10 ci sarebbe stato da chiedersi cosa ci facessi in aeroporto alle sei meno dieci. :D

Così, l'ho presa con calma.


ps: l'ho già detto che odio volare?

martedì 24 marzo 2009

il video di Not as we

sono un po' senza parole..

il 2 febbraio 2008 avevo scritto un post dal titolo Not as we e, a proposito della canzone (che era ancora solo un demo live), avevo scritto:

"Non so quanto durerà prima di "stancarmi", però in questo momento è una delle canzoni più vicine a me, tanto che quandol'ho sentita la prima volta sono rimasta in silenzio due ore, nonostante non avessi chiaro il testo.
Se dovessi raccontarvela vi parlerei di un pianista seduto al suo piano a coda, e una pioggia dolce e triste contro i vetri delle finestre della sua stanza. Sarebbe un pianista dal tocco leggero ma profondo, come profondo sarebbe lo sguardo della cantante a due passi da lui, seduta sul pavimento di legno.
Sarebbero due esseri perfetti e senza tempo. Avrebbero occhi persi in un'insicurezza lontana e familiare e lineamenti gentili disegnati da un incrocio di luce.

Non ci sarebbe altro che una lampada, dal corpo moderno e raffinato, e un tavolo basso di pietra chiara e vetro spesso.

Il suono del piano avrebbe il riverbero di una stanza vuota, come quella intorno ai due, e probabilmente il colore rosso di una rosa.*"

Oggi ho visto per la prima il video ufficiale di questa canzone...e si, la scena descritta è ovviamente un'altra, ma tanti elementi.. e soprattutto la sensazione che avevo in testa io.. tornano..






*il riferimento alla rosa rossa era dovuto alla mia foto "Not as we"

sabato 21 marzo 2009

vita da stitch




Questo Stitch è il mio supereroe.

venerdì 20 marzo 2009

Abituarsi al bene

Per quanto assurdo possa sembrare, una delle cose più difficili da grandi è abituarsi alle cose belle. Perché si ha una paura irrazionale ma forte di perderle e perchè, da grandi, si ha la coscienza che le cose belle qualche volta se ne vadano davvero.
Non ho mai creduto nel "non amare per paura", perché credo che queste decisioni si prendano sempre a un livello molto più profondo di quello che è sotto il nostro controllo, se di amore si tratta. Però esiste una verità, e cioè che ci sono persone che arrivano prima e altre che arrivano dopo, per mille motivi e coincidenze, faccia a faccia con chi le ama davvero. Chi ha la fortuna di arrivarci tanto presto da non rendersene conto costruisce le sue certezze su quella che sembra essere la cosa più naturale di tutti, ma chi ci arriva tardi deve fare i conti con tutte le sue insicurezze e con il doversi abituare. E abituarsi alle cose belle è naturale, ma non facile.
Contrariamente a quanto si pensi e si dica, però, io credo che la formula per quest'abitudine stia tutta nelle mani di chi c'è "dall'altra parte", nella sua capacità di essere costante come si deve essere se si vuole insegnare a qualcuno che le cose belle possono durare, senza le inutili illusioni che si costruiscono di solito per dimenticare la paura.
Quando si è innamorati di qualcuno non si ha bisogno di credere all'esistenza di Babbo Natale, di vivere nell'illusione che niente possa mai finire, si ha solo bisogno di sentire di aver trovato il proprio posto. Non di essere speciali, ma di essere importanti. Davvero importanti. Tanto importanti da essere amati, appunto.
Non si ha bisogno di credere nel "per sempre", ma di riuscire a guardare a domani, a tra un mese, sei mesi, 10 anni, senza nemmeno porsi il problema di come sarà e se sarà ancora. Si ha bisogno di smettere di ragionare, e questa è una cosa molto difficile, da grandi. Dopo che per anni l'unica cosa che hai fatto è stata imparare a ragionare. E pensare. E valutare.
Basta non avere fretta, e si può arrivare ovunque.

sabato 14 marzo 2009

44 cose che ho imparato dai 23 ai 26

1- le cose belle possono succedere
2- mai credere alle parole prima che arrivino anche i fatti
3- la prova della verità è una volta e basta
4- mai dire mai
5- il momento giusto arriva, ma devi farti trovare pronto/a
6- il passato non è mai più importante del presente, quando HAI un presente
7- le persone sono talmente poco abituate alla sincerità e alla schiettezza che molto spesso rispondere "si" o "no" non fa differenza, leggeranno quello che dici in base a quello che pensano vorresti dire
8- il cappuccino liofilizzato non è male se comparato a certi schifi che ti danno negli alberghi
9- adoro lavorare e poi farmi un giorno di vacanza
10- certe volte i sogni vanno smussati e adattati al tempo che passa, ma non vanno mai abbandonati
11- la cattiveria esiste
12- se aspetti una telefonata per giorni arriverà sicuramente quando non hai il telefono sotto mano
13- nessun problema è senza soluzione
14- tutto ciò che è al di là della nostra volontà è un dato di fatto a cui però non c'è motivo di arrendersi
15- mi piacciono il seytan e il sushi, odio la cioccolata calda
16- la qualità audio esiste
17- Mac è meglio di PC
18- sono molto paziente, tranne quando si tratta di stupidaggini
19- meglio essere decisi, o si rischia di non fare mai un passo
20- meglio essere decisi E attenti
21- spesso le persone fanno il primo passo. solo quello
22- a Torino hanno i semafori che fanno tutti e tre i colori contemporaneamente (non scherzo)
23- poche persone hanno abbastanza attributi per avere a che fare con me sul piano personale
24- il coraggio è una forma di follia indispensabile
25- bisogna saper essere irresponsabili certe volte, poco prima che arrivi l'esaurimento nervoso almeno
26- non ci sono mai dubbi su quale sia la cosa giusta da fare
27- se hai il dubbio di quale sia la cosa giusta da fare, probabilmente nessuna delle possibilità lo è
28- sono capace di innamorarmi più di quanto avrei immaginato fosse possibile
29- sono capace di dormire molto poco
30- la fatica fisica e mentale alla lunga si paga
31- mai tenere il mouse fisso su una mano
32- le gomme Burn fanno schifo, e non a caso sono nere
33- certe volte bisogna solo saper aspettare
34- letto matrimoniale (anche divano letto) è 100 volte meglio di letto singolo
35- non è un metro di giudizio assoluto, ma una vaga idea di quanto una persona ci tenga a noi è possibile averla vedendo a cosa questa è disposta a rinunciare per non farci male
36- la coscienza esiste
37- can che abbaia morde, molto spesso
38- viaggiare in aereo non mi piace così tanto
39- viaggiare in aereo da sola è una delle cose che odio di più
40- odio Londra col sole
41- scrivere articoli è molto più difficile di quanto pensassi
42- esistono persone profondamente corrette, e incontrarle è una fortuna
43- l'odio è una perdita di tempo
44- non posso vivere senza un cane. possibilmente boxer

giovedì 12 marzo 2009

come al solito sono...

...contro corrente, a me la canzone di Arisa non dice niente. Mi sembra un misto di miele e di eccessiva leggerezza.

"Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch’io
E mano nella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da sé, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine"

"Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino"

Mi sembra davvero un po' pochino.

giovedì 5 marzo 2009

Pensieri sparsi

Devo prima di tutto ringraziare Gab che ieri sera, o meglio stanotte, ha sopportato i miei pensieri e una chat con messaggi più lunghi di 10 caratteri.
Un record (ho il vago sospetto che quell'essere sia in realtà un vampiro, sospetto confermato dalla sua adorazione per Buffy, perchè va a letto solitamente quando io prendo il secondo caffè).
Ha detto una cosa intelligente ieri (meglio prenderne nota), ha detto "Jungle, ho nostalgia di una cosa che non ho ancora vissuto" (ha detto anche che sono la persona più paziente dell'universo..e io credo sia per questo che ho una gastrite che mi porta via :D).. quando l'ho detto ho pensato di essere una persona davvero fortunata. Per avere vicino un'essere ebete però capace di affermazioni surreali e profonde, sia perché (spondandomi dal vero senso di quella frase) posso dire di non avere davvero nostalgia di niente. Ho avuto l'immensa fortuna che nella mia vita il meglio sia arrivato sempre "dopo". Ho avuto cose che credevo le più belle possibili, le ho perse, e dopo sono arrivate cose ancora più incredibilmente belle.

Piove stamattina, fisso il tetto di plexiglass verde della rimessa delle bici e l'acqua che scivola via. Arriva da sopra, da un altro tetto. Scivola, cade, scivola di nuovo. Sembra ci sia un rubinetto aperto lì sopra, aperto su un mondo completamente impermeabile. Io invece non lo sono più.
Ci ho messo 25 anni a diventare immune e impermeabile ai pensieri di poco conto, tanto è stato il tempo che ci ho messo a trovare un lavoro serio e qualcuno a cui raccontarlo, e tutto il resto è diventato relativo. Le cose non sono cambiate, ma si sono evolute.. e io lo accetto. Accetto qualsiasi tipo di evoluzione, tutto tranne l'immobilità intesa come rifiuto di quello che potrebbe succedere.

C'è un posto a Bologna che non saprei se definire gelateria o paradiso del gelato (che a me non piace tra l'altro). I nomi dei gusti sono totalmente irreali (Il signore degli anelli e L'avvocato, tanto per dirne alcuni), ma ho due ricordi precisi e bellissimi di quel posto. Una domenica e un venerdi (mi pare fosse venerdi) e un mega frappè di dimensioni pari a un iMac da 30". Entrambe le volte con troppo cioccolato per piacermi, ma di certo non era il frappè la mia priorità.

Pochi giorni dopo capodanno ho mandato a Giorgia un mms con il fondo di un barattolo di caffè. Un cucchiaino scarso abbandonato su un buco di ceramica. Lei, che di lavoro potrebbe fare l'interprete dei miei pensieri senza senso, mi ha chiesto cosa stessi cercando lì dentro.
Ovviamente ha capito anche la risposta, senza che dicessi niente.



mercoledì 4 marzo 2009

La storia degli mp3



interessante. Il sito del Fraunhofer Institut che racconta la storia dell'mp3.
(ogni tanto è il caso di scrivere qualcosa di serio)

martedì 3 marzo 2009

il capolavoro

Anto ha fatto un capolavoro con il mio blog, come potete ammirare.
Se n'è uscita ieri con un'etichetta e oggi mi ha messo in mano un template con annesso sito (guardate la home www.giuliabigi.com il resto arriverà) SPETTACOLARE.
Non è meraviglioso? voglio dire...il primo template serio della mia vita.
C'è da dire che il lavoro più grande, per lei, è stato sopportare tutti gli scafazzamenti e le piccolissime modifiche che le ho fatto fare stamattina quando me l'ha fatto vedere. Dovevo pur rompere le scatole su qualcosa, no? Quelle robe fastidiosissime tipo: "guarda ho cambiato il font della sidebar ma non lo prende"
"perchè è in grassetto?" (non è in grassetto)
"serve più spazio tra il testo del post è la barra" "servonoilinkdoveeranoprimabisognacentrareiltestoefarlopiùchiarodiuncaratterediverso"
"il banner sbuca a destra"
"i feed non funzionano" (ovviamente niente a che fare con il template, ma sempre meglio scassare anche dove non dovrei :D)
Una santa.

Insomma, sembro una persona seria adesso.
Ecco il link all'artefice iantro


ps: non è bellissimo sto bloooog?! :D

domenica 1 marzo 2009

Gab scrive

Ospitiamo un post scritto dalla soavissima Gambol in risposta al mio. Essendo lei sprovvista di un blog degno di tale nome (le fa troppo fatica avere qualcosa con cui occupare le sue giornate) lo ospitiamo nel mio:

Decido anch'io di scrivere il mio legittimissimo post su Jungle. Perchè sì, perchè altrimenti non sono contenta. Post che verrà gentilmente ospitato dal blog di Jungle stessa. - E' vvvvvvero?:D
Dunque.
Jungle.
Jungle è innanzitutto uno degli esseri più pazienti ed intelligentemente deliranti che conosca.
Dalla parola più inutile di questo mondo ti può tirar sù il discorso più ebete della storia, con la conseguente capacità di perseverare nella demenza ad oltranza.
Con lei o si ride o si ride. Con lei mi sono fatta le migliori risate da sola - a casa, davanti ad un computer, leggendo le sue idiozie su msn. :D
Jungle, poi, è anche e soprattutto una pianista, badate bene. Una pianista con cui condivido da tempo la mia musica, musica di cui spero di concretizzare presto il senso anche insieme a lei ed al suo talento.
Ciò non toglie che Jungle sia innanzitutto una psicolabile, come il suo nick ufficiale ci conferma (modestamente).
Jungle io la conosco da anni e non è mai cambiata. E questa è una della caratteristiche che le appartiene che ammiro di più.
Possiamo non parlarci per secoli e poi riprenderci a parlare assiduamente come se quei secoli non fossero mai trascorsi; parliamo di inutilità il più delle volte, ma so che ritrovarsi a parlare con lei di discorsi profondi sarebbe altrettanto stimolante e soprattutto naturale.
Jungle si chiama Giulia, ma paradossalmente non la chiamo così da secoli, anche se lei è consapevole di portare uno dei nomi che più adoro in assoluto :D - ti sono amica solo per il nome, che credi.
Jungle parla raramente di se stessa e questa è una delle poche cose che la caratterizzano che vorrei fosse un tantino diversa almeno nei miei confronti, perchè è parlando di se stessi che si riescono a cogliere quei particolari preziosi che rendono ancora più intensa un'amicizia.
A jungle voglio bene - nonostante la sua stronzaggine :D - ma non glielo dico praticamente mai. Anche se sono più che sicura che lei lo sappia già. O almeno lo spero. In caso negativo: Jungle, ti odio :D (no, scherzo).
Bene, direi che ho finito.
Avrei voluto postare una foto di jungle in bikini che fa surf insieme a Pink e Miss Ciccone sulle spiagge della California, ma per rispetto nei confronti della privacy Jungle stessa, ho preferito di no. Per giustizia però, pubblicherò l'immagine del paparazzo invadente che ha scattato la foto in questione.
Jungle, io te l'avevo detto che Minnie non meritava il ruolo di co-protagonista nel nostro tour. Ora vedetevela voi.


Giorgia

Ho conosciuto Giorgia grazie a Gaia, ci siamo incontrate tra i commenti del suo blog.
Giorgia (Gio') è l'unica persona che sa tutto di me senza che io le abbia mai detto niente. E' l'unica persona che non mi abbia mai, davvero mai, fatto male. Anzi, ha sopportato diverse cose per non mandare a strabaltarsi il nostro rapporto.
E' da sempre tradizione festeggiare il mio o il suo compleanno insieme, ma quest'anno ha passato con me anche l'ultimo dell'anno, giocando a coso (non mi ricordo il nome). So che le piace il Bacardi Breeze arancione (non ho idea di che gusto sia, anche se me l'ha fatto assaggiare) e lei sa che mi piacciono le scarpe da ginnastica rigorosamente bianche. E' Grey's Anatomy dipendente, anche per un po' di sano gusto auto-distruttivo, ma si è sorbita un'infinità di puntate dei Simpson (repliche su +1 comprese). Io e lei abbiamo la stessa sensibilità, per le stesse cose, comprese le scemenze, e un'intesa che non è spiegabile anche se viviamo a 600 km di distanza, tanto che siamo giunte alla conclusione che è molto difficile immaginare le rispettive vite senza una presenza qualsiasi dell'altra persona.
Lei è una pattinatrice folle e abbiamo in comune qualsiasi passione possibile e immaginabile, compresa quella per i cani (lei ha una cana stupenda con le orecchie a deltaplano regolabili per la virata) e per tutto quello che sia trash o molto Pop, ABBA compresi.
Ha perso innumerevoli ore di sonno per farmi compagnia aspettando che io avessi finito di lavorare/guidare/suonare, mentre molto spesso quando mi scrive "mi aspetti?" io sto già ronfando alla grande. :D
In sua compagnia ho fatto due tra le mie foto migliori, ma abbiamo tempi e reazioni completamente diversi. Io sono schizofrenica di natura e dopo dieci secondi di attesa balletto con la gamba, lei è molto quiet e quando si arrabbia diventa a macchie come la Pimpa ma non dice una parola. Ha paura dei temporali, invece io li adoro (a patto che i fulmini non mandino al creatore qualcosa di mio) e credo che questa sia la più grande differenza tra noi due.



Questo è un suo braccialetto, il mio preferito